Conto corrente: la banca può autorizzare la chiusura all’improvviso, il caso reale

0
100

Conto corrente: la banca può autorizzare la chiusura all’improvviso, il caso reale

La pubblicazione di un nostro articolo sulla possibilità delle banche di  procedere con la chiusura del conto corrente unilateralmente, se i conti sono oggetto per reati finanziari da parte della Magistratura o per controlli operati dalla Guardia di Finanza, sempre che sia dimostrato un livello di rischio di credito elevato eccessivo (interrogazione della Commissione Finanze del Senato), ha portato alla luce una verità sommersa. Un lettore ci ha scritto raccontandoci la sua storia tra burocrazia e falsità, realmente vissuta. Vi proponiamo la sua esperienza che ha portando alla chiusura di due attività per forza maggiore e per una burocrazia che non è vicina al contribuente e non lo tutela. Pubblichiamo la lettera con le ultime considerazione di ieri 4 febbraio 2020, abbiamo eliminato i riferimenti a banche e persone, nel rispetto della privacy. E’ una lettera molto lunga e argomentata, spero che riuscirete a leggerla fino in fondo.

Sistema bancario e controllo sul conto corrente

All’att. Della sig.ra Tortora, giornalista della testata: Notizieora

Come da accordi, le rilascio questo mio “scritto”, conducibile al suo articolo riguardante la chiusura di conti correnti da parte delle banche senza preavviso, e che un mio cliente mi ha gentilmente fatto avere, su quanto avvenuto ad alcune mie società di nuova apertura. Quello da lei scritto purtroppo è diventato una realtà.

Le scrivo la sequenza degli avvenimenti per date e le motivazioni (anche se non sempre motivate) che hanno portato al primo di una lunga sequenza di casi, registrato proprio in conformità delle nuove restrizioni avvenute da settembre del 2018 ad oggi. Restrizioni che lei ha denunciato con il suo articolo, ma che le mancano ancora dettagli del perché e del percome avvengono. Spero che quanto da me qui riportato le possa servire, altrimenti ho solo perso del tempo, e di nuovo (capirà il perché più avanti).

Parte prima. A settembre 2018, due gruppi di investitori provenienti dalla regione Sicilia, hanno deciso di aprire una propria ditta, in maniera distinta. Essendo i due gruppi provenienti da una regione così lontana dalla Croazia, essi hanno dovuto investire tempo e denaro, non solo per le pratiche di delega, atti di fondazione e pagamento dei servizi di consulenza (verso la mia persona), e pagamento del capitale sociale per la pratica dell’atto di fondazione delle rispettive società, ma anche sborsare soldi per i viaggi e il costo del tempo dei due direttori.

A novembre 2018, le ditte sono state registrate presso il tribunale del commercio di Zagabria (sarebbe la fatispecie dei CCIAA italiani), e dopo aver ritirato il codice fiscale, rimaneva solo registrare in banca il deposito del capitale sociale delle due ditte. Ma da questo momento le cose diverranno un trauma per gli investitori.

La banca, richiesta dai due gruppi di investitori in quanto essendo controllata dalla ____group, dove alcuni di loro avevano il conto in Italia, non ha acconsentito ai miei clienti di aprire il conto corrente ad entrambe le ditte di nuova fondazione.

Per prima cosa non accettò le deleghe firmate dai direttori, davanti ad un notaio, che a loro nome potevo far trasferire il capitale dei soci depositati presso un conto intermedio (le ditte che aprono attività lavorative, devono depositare dei contanti su un conto, che poi diventa capitale della società) al conto corrente della ditta, che avrei dovuto aprire sempre tramite delega notarile.

Essendo quella delle deleghe una norma regolata dalle leggi internazionali, quindi anche in Croazia esiste una tale figura legislativa, detta: legge sugli atti notarili, la cosa mi lasciò molto sorpreso, e imbarazzato nel comunicare ai neo direttori del diniego di apertura di conto corrente per le due ditte.

Da 25 anni lavoro e vivo in Croazia, seguendo fin da subito questo tipo di operazioni, che come detto appena sopra sono una prassi normale a livello internazionale, e ho sempre utilizzato deleghe notarili per ogni tipologia di attività che i miei clienti mi rilasciavano, quindi anche atti e pratiche bancarie, e mai mi avevano negato l’apertura di un conto corrente attraverso un atto notarile.

Per farla breve i funzionari della banca mi dissero che la cosa si sarebbe risolta in quanto avevano bisogno di incontrare i direttori delle due neo ditte per le formalità dei documenti. I direttori arrivarono a Zagabria solo per farsi “riconoscere”, firmarono i documenti della banca e se ne andarono (sa quali sono i costi per due giorni di viaggio per firmare una dei normali documenti bancari?).

Nonostante che si fossero presentati e avessero firmato i documenti della banca, inspiegabilmente, dopo più di un mese quindi siamo già nel 2019, ci comunicarono che non erano interessati ad aprire il conto corrente alle due ditte. Prima della decisione dei due direttori di venire in Croazia a firmare i documenti della banca, chiesero di firmarli a Palermo presso la Unicredit Group, per evitare un viaggio, che risultò inutile, come ha appena letto. Infatti è possibile fare le firme di apertura dei conti correnti anche in questo modo.

Ma a dirla loro non era sufficiente, dovevano per forza venire a Zagabria. Nei mesi successivi del 2019, nonostante una serie di corrispondenze, che contestavano la decisione della banca (la _____ banka) di non aprire i conti correnti, nonostante le citazioni delle leggi e dei loro articoli, non ci fu niente da fare, la banca non volle muoversi di un millimetro. Come saprà per legge in tutta l’Europa le ditte devono avere un conto corrente per far movimentazione di contanti, senza questo la ditta non può lavorare.

Questo vuol dire impossibilità di lavorare, assumere dipendenti, pagare contributi e tasse e fatture. Quindi una perdita economica non indifferente. Ovviamente i miei clienti presi dal panico mi fecero contattare numerose altre banche, che da li a poco, risposero tutte quante nella stessa maniera, negando l’apertura del conto corrente a nessuna delle due società. La cosa non era chiara a nessuno di noi. Come mai nessuna altra banca non volle aprire alle due società i conti correnti, rimase fin ora un mistero, anche se ho una mia teoria che troverete più avanti.

Per cui in questi mesi, decidemmo di avvertire: la Banca Nazionale di Croazia, la quale fece solo una semplice segnalazione alla ________ banca. Seguirono poi altre lettere di richiesta e precisazioni, ma senza risultato. Infine chiesi un incontro con la banca nazionale, ma mi fu negato. Chiedemmo anche l’intervento del Ministero dell’Economia della Croazia. Senza avere nessun risultato sperato. Decidemmo allora di informare il governo italiano. Non passammo dall’ambasciata, in quanto sconsigliai perché da anni so come (non)lavora e come tratta le imprese italiane. Assieme alle banche italiane e la ICE controllano l’associazione di impreditori italiani, per cui si figuri se sarebbero interessati a farne un caso. I miei clienti allora decisero di contattare dei parlamentari, ma senza arrivare a niente.

In fine decisero di avvertire l’ambasciata d’Italia, facendomi fare una magra figura. Il bello è che glielo avevo sconsigliato. E finì qui. Provai anche a contattare allora ministro degli interni a marzo, spedendo dei documenti riguardante l’accaduto, ma forse era un periodo molto difficile per la maggioranza, e non ebbi nessuna risposta.

Infine, provai a contattare varie forze politiche e giornali nazionali, ma senza risposta, l’unico che fece un articolo sulla questione fu una giornalista di Jutarniji List, un giornale di tiratura nazionale locale. Solo il Ministero del Lavoro rispose sull’articolo che erano interessati ad aiutarmi. Purtroppo alla mia richiesta di un contatto con il ministro, non ottenni alcuna risposta. Politici!

Non ho capito questo disinteresse. Eppure questo è un segnale allarmante, sembra di essere ritornati ai tempi della stasi, che con l’apertura di un ufficio di controllo sul riciclaggio e antiterrorismo controllato dal Ministero dell’Economia che fa riferimento sia alla Banca Centrale di Croazia, che quelli presenti in ogni banca, assicurazione e gruppi finanziari diversi, che serve al sottoscritto sembra che serva a controllare le persone comuni che non i criminali o terroristi veri e propri (più avanti ne riparleremo).

Incontrai per caso il prof. ……. europarlamentare della Lega, dando a lui personalmente un plico con un USB con diversi documenti e delle lettere di presentazione e di spiegazione, con la speranza di un interesse forte direttamente a Bruxelles. Ma ancora una volta niente. Provai anche con a contattare il vaso di Pandora presente in internet che mi sembrava adatto alla cosa, ma purtroppo niente. I miei clienti, dopo più di un anno hanno deciso di liquidare le due ditte. e questo è la fine della loro storia.

Le mie note

L’unica nota interessante che ebbi in questa faccenda, non fu l’articolo sul Jutarniji List, ma anche la chiusura dei conti correnti delle mie due attività da parte della banche che non credevo fossero così sensibile alla questione, visto la banca essendo della Federazione Russa, dovrebbe essere lontana a queste cose.

Fortuna che ho altri conti correnti presso altre banche, ed ad oggi nessuna chiusura aggiunta. Vero che avrei dovuto fare una denuncia, ma la cosa sarebbe protratta per anni, e chissà dove sarei dovuto arrivare. E queste cose, costano molto.

Bisognerebbe avere la possibilità contattare tutti quelli che hanno avuto problemi con le banche come i miei clienti ed io, e si potrebbe veramente fare una denuncia a livello europeo, e potremmo anche vincerlo. Proprio come hanno fatto quelli di CasaPuond, che hanno ottenuto l’apertura della loro pagina Facebook. La cosa è simmetrica. Ci vuole un mandato per fare chiudere un conto, un account e simile. Non esiste la parola “privato”, quando hai a che fare con la comunità sociale, istituzioni ecc. Oggigiorno devi attendere molto tempo, anche fino a 3 mesi, per avere un conto aperto, se non vi sono altre problematiche.

Le ricordo ancora sig.a Tortora, che da quando è stato introdotto il baill‐in e il QE, oramai le banche si approvvigionavano direttamente dalla banca centrale rendendo le banche sempre più indipendenti. Mentre i clienti non sono più un fattore di guadagno. Ma mi domando fino a quando?

Di quanto detto  e scritto quanto sopra, ho tutti documenti, comprensivo di lista degli indici comportamento con i clienti. La lista di paesi detti canaglia, i paesi europei e le regioni di questi che risultano più “problematici”, ed altro ancora.

Nel caso sopra menzionato delle due società, se lei dovesse pensare che i soci siciliani fossero criminali, e per questa motivazione non volevano aprire loro i conti correnti, dovrebbe farsi anche un paio di domande.

La prima è: da dove le banche si rivolgono per avere delle informazioni così precise e in poco tempo (si ricordi che in poco più di un mese max hanno dato diniego per l’apertura dei due conti) e soprattutto come mai una banca controllata ne sa di più della controllante?

Seconda: come mai se una banca ti nega l’apertura di conto corrente, anche tutte le altre si comportano nella stessa maniera? Sappia che il padre di uno di loro era stato dirigente della banca siciliana. Infatti hanno provato a chiedere anche il suo aiuto, ma gli è stato detto che gli imput negativi venivano da Zagabria. Mi hanno anche detto che tutti i soci hanno portato alla Banca  il loro stato penale che risultava libero da pendenze penali, eppure non c’è stato niente da fare. in Croazia non davano l’ok all’apertura di conti correnti.

Annotazioni legali

Legge: Le riporto alcune annotazioni legali. Dall’introduzione della direttiva EU n. 60/2005 e 1889/2005 (dipende dalla fonte), in Croazia viene introdotta nel 2009, come “legge contro il riciclaggio del denaro sporco e contro il terrorismo”, letteralmente tradotto, la legge stessa, che in Italia è sotto forma di DL 90/2017, che è la trasformazione della direttiva EU sopra descritta, viene più volta rivista e resa sempre più influente sul controllo dei conti correnti, fino alla V stesione, effettuata nel 2018, che ha portato ad un limite incostituzionale in ogni paese, lo vedo anche in Croazia. Le posso dare le direttive e altro su questo dove lei si può informare.

Deve sapere che nella ultima stesura di questa legge, in Croazia, sicuramente presente anche negli altri paesi EU, vi è una novità che va proprio a riguardante il rapporto tra il cliente e il consulente, correntista, ecc., e cioè l’articolo 19, scrive testualmente al comma 1, che nel caso vi sono delle incertezze sulla vericità dei dati iniziali, di non accettare il cliente, e nel comma 2, chiudere nel caso che il cliente non dà informazioni veritiere sulla sua attività. La cosa è dell’incredibile se si pensa che chi deve decidere se i dati siano veritieri o meno, è una figura privata e tramite una sentenza legale. Insomma questa legge è stata fatta, come aimè ultimamente anche in altre leggi, senza leggere le leggi sovrane che regolano il sistema legislativo, penale, di indiscrezionalità dei dati e la libertà delle cose, merci e persone di ogni paese membro della EU. Questo è un caso da manuale. Una banca che decide chi e come è degno di poter lavorare, è veramente dell’incredibile.

La stessa cosa succede con la legge che regola i dati personali, il famoso GDPR, che dovrebbe proteggere i dati verso le grosse multinazionali, ma non è così. Infatti sanno tutto di noi, ma noi non possiamo sapere niente di loro. È normale?

Quanto da me fatto fino ad oggi, non è stato fatto per un interesse personale. Non ho ne interesse, di essere intervistato e neanche la presunzione di entrare in politica solo per questo fatto. L’ho fatto per una ragione ben precisa; quello di dare un aiuto alla società in cui viviamo per evitare che ci continuino a massacrare per ragioni futili e stupidi da parte di chi vuole essere paragonato ad un dio. Noi tutti lavoriamo per vivere e per le nostre famiglie, e non ci interessa che viere in maniera adeguata alle nostre possibilità. Per questo ho contattato per prima i vari ministeri, poi la politica, ed in fine i giornali. Ma ho visto che non vi è interesse alcuno da pare di nessuno anche da quella parte che dice di combattere le diseguaglianze di questa Europa a doppia faccia (i popoli dei pellirossa direbbero, con lingua biforcuta).

Quello che si ravvede in questi partiti politici anti‐sistema, è la loro distanza dalle cose reali, ed è questo che siccome non le capiscono bene, anche se ne parlano, non lo sanno bene come poi funziona. Ma anche da parte delle testate giornalistiche la cosa non è stata data al pubblico. Spero solo che qualcuno di questi politici anti sistema possano utilizzare queste mie informazioni per eliminare un sistema che sta solo facendo solo del male a noi e a tutta l’Europa. Infatti anche lei se ne accorta.

Zagabria, 22.1.2020

E. F.

Conto corrente e ultime notizie: legge antiriciclaggio e anti terrorismo

Buongiorno signora giornalista Tortora

Le confido che dopo aver partecipato all’ultimo corso riguardante la questione Direttivo antiriciclaggio e anti terrorismo, non vedo una via di uscita. Quello che intendo è che, parlando con il consulente dell’agenzia che ha organizzato il corso stesso, mi ha detto che ogni decisione su come intervenire su di essa, è squisitamente di competenza della Commissione e della BCE. Insomma nessun apparato governativo può cambiare questo tipo di delibere.

E’ una decisione di tutti gli stati membri, oppure lo stato stesso, dovrebbe intervenire con una migliore della legge, ma non verso gli istituti bancari, che vengono considerati sistemi privati ed autonomi.

Quindi o si interviene con una sentenza di un tribunale, altrimenti, non c’è niente da fare.

Zagabria, 22.1.2020

E. F.

Tratto da Notizieora

LEAVE A REPLY

Please enter your comment!
Please enter your name here