Bancomat: da lunedì cambia tutto.

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Bancomat: da lunedì cambia tutto.

Ecco il prelievo massimo giornaliero e mensile per non avere multe salate per la Lotta al contante

Chi preleva dal conto corrente una somma superiore a mille euro in un giorno o a cinquemila euro in un mese potrà essere oggetto di indagini da parte dell’Agenzia delle entrate.

In questo periodo di emergenza Coronavirus è infatti scattata una lotta all’uso del denaro contante che ha intensificato i controlli sul prelievo di contante dagli sportelli bancomat.

E’ stato quindi infatti fissato un limite numerico alle operazioni sul proprio conto oltre il quale scatterà automaticamente una presunzione di ‘nero’ qualora il contribuente non riesca a dimostrare il contrario.

È questo l’emendamento appena approvato al decreto fiscale e che, come ricorda il portale laleggepertutti.it rischia di impaurire contribuenti e risparmiatori.

Insomma bisogna stare al prelievo di soldi contanti se si vogliano evitare multe molto salate.

Benché la normativa sulla tracciabilità dei pagamenti stabilisce che l’uso dei contanti è vietato solo a partire da tremila euro, e nonostante i chiarimenti ministeriali secondo cui tale limite non si applica al prelievo e a versamenti sul conto corrente (per i quali non vi è alcun tetto), la nuova norma vorrebbe imporre ai correntisti un vincolo particolarmente forte.

Se è vero che nel conto corrente ci sono i propri soldi, in linea teorica, e si dovrebbe essere liberi di farne quello che si vuole nella misura e nei tempi che si preferisce, di fatto non è così.

Salvo per i professionisti (per i quali sussiste una sentenza della Corte Costituzionale che li salva da questo regime), tutte le volte in cui le cause del prelievo o del versamento in banca non possono essere dimostrate al fisco, quest’ultimo (o meglio, l’Agenzia delle Entrate) può presumere che, dietro l’operazione, si nasconda un’attività in nero.

Scatta quindi il recupero a tassazione di quel reddito.

Insomma una vera e propria sanzione per chi non sa dire da dove provengono o dove finiscono i suoi soldi sul conto corrente.

Un principio che la legge stabilisce, in modo netto e chiaro per gli imprenditori, ma che spesso è stato applicato anche ai lavoratori dipendenti.

La possibilità di effettuare un accertamento fiscale per un prelievo o versamenti consistenti di denaro sul conto non ha salvato, infatti, in passato, neanche il lavoratore con reddito fisso, come il normale lavoratore dipendente (di norma ritenuto sempre al riparo dai sospetti dell’Agenzia delle Entrate).

La giurisprudenza ammette – sebbene non in via sistematica, ma solo laddove le evidenze di una possibile evasione fiscale siano conclamate – gli accertamenti bancari anche sui risparmiatori. Per questo è sempre bene, anche in tali ipotesi, conservare traccia dell’impiego del denaro contante a seguito di prelievo o versamento.
Si tratta, ovviamente, solo di una ‘presunzione’ contraria al contribuente, che opera per di più in automatico, ma che consente sempre la prova contraria.
Una prova, tuttavia, non sempre facile da raggiungere atteso che, spesso, dopo molto tempo, si perde traccia e memoria delle ragioni dei propri spostamenti monetari.

Attenzione

Non pensare di poter aggirare il limite frazionando l’importo.

Per esempio, se ti servono 1.000 euro, non pensare che prelevandone oggi 500 e domani altri 500 tu non sia esposto al controllo.

È chiaro che in questo caso, l’amministrazione finanziaria possa pensare che tu abbia frazionato l’importo volutamente, per evitare il controllo.

Tratto da Più Donna

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